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Angelo è un macchinista della metropolitana milanese...

  dal notiziario del GRUPPO ASPERGER ONLUS - n. 2 – marzo  2004


Angelo è un macchinista della metropolitana milanese.

Gli piace il suo lavoro, è sposato e ha due bambini che crescono bene. Angelo è un tipo curioso e attento alle cose che gli accadono intorno. Legge i giornali, qualche libro, naviga su internet.

Un giorno va in una clinica, deve fare degli esami di routine, e trova uno strano dépliant. Mentre aspetta il suo turno, gli dà uno sguardo. Parla di bambini e di ragazzi che vivono nel nostro mondo, ma senza sapere come fare. Non hanno amici, non capiscono cosa dice l'insegnante, hanno strane manie… Eppure a vederli, sembrano “normali”.

Angelo è un tipo curioso, abbiamo detto. S'informa da chi ne dovrebbe sapere qualcosa. Chiede anche al pediatra dei suoi figli. Niente, nessuno sa cosa sia la Sindrome di Asperger. Allora visita il sito segnalato sul dépliant. Raccoglie qualche altra notizia.

I suoi colleghi organizzano ogni tanto delle collette di beneficenza e Angelo, che non è uno scienziato e non è uno scrittore, gli parla di questa malattia e di un'associazione che è nata per aiutare chi ce l'ha. Ed è così che Angelo raccoglie i soldi della colletta, va alla posta e fa il versamento a favore del Gruppo Asperger Onlus. Non scrive, non telefona, fa il versamento e basta. Abbiamo dovuto cercarlo noi, per sapere come è andata.

Questa è una storia vera. La storia di un Angelo.

Il direttivo


MARK HADDON IN ITALIA - L'autore de “Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte” ha incontrato i suoi lettori a Milano, a Torino e a Roma. A Milano, nella Libreria Feltrinelli di Piazza Piemonte (che ringraziamo sentitamente), è stata anche organizzata una presenza “tangibile” del Gruppo Asperger onlus.

Haddon è un “giovanotto” di quarant'anni, gentile e cortese. Il suo stile è molto “sotto le righe”. Ha sottolineato più volte che non ne sa molto di autismo e di Asperger, che non ha una preparazione scientifica, che il suo è solo un “romanzo”.

Forse è vero, forse cerca di evitare d'impegolarsi in discussioni oziose su chi sia veramente “un asperger”, forse non vuole assumersi ruoli che non gli competono (certo per un “intellettuale” di casa nostra la cosa non sarebbe esattamente così…).

Nei nostri interventi, abbiamo ribadito che gli “crediamo”, ma che la sua capacità di identificarsi in uno dei nostri ragazzi (seppur immaginario) ci ha commosso profondamente e, perché no, anche divertito.

Gli è stato fatto presente che se è vero che abbiamo bisogno “anche”di trattati scientifici, la nostra esigenza più vera è quella che gli “altri” comprendano così bene e senza pregiudizi o giudizi, come lui ha fatto, il cervello e il cuore di un autistico.

Noi tutti speriamo che il successo del romanzo spinga chi lo ha letto ed amato, a farsi qualche domanda in più, a provare a confrontarsi con un handicap ancora sconosciuto ed incompreso.

Le persone presenti ai dibattiti, siamo convinti che lo abbiano fatto.

Quindi: grazie mister  Haddon!

A tutti quelli fra noi che non sono potuti intervenire a questi incontri, “spediamogli auguri dello scrittore.

Aggiornato al 30 agosto 2012

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